House of Cards 6: Robin Wright e l'evoluzione di Claire nell'ultima stagione, disponibile su NOW TV

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House of Cards 6: Robin Wright e l'evoluzione di Claire nell'ultima stagione, disponibile su NOW TV

Con Robin Wright in House of Cards è stato amore a prima vista. Attraverso le sue notevoli doti interpretative, ampiamente riconosciute da pubblico e critica, incluso un Golden Globe, l'attrice che negli eleganti panni di Claire Underwood ha raggiunto e superato la soglia dei cinquant'anni è riuscita a scardinare la figura di contorno della First Lady, consegnando alla storia della tv uno dei suoi personaggi femminili più forti; un'icona. Nel corso delle tante, mai troppe, vicissitudini dentro e fuori le stanze del potere di Washington, Claire non è stata mai l'altro personaggio. Agghiacciante e ambiziosa tanto quanto il Frank Underwood di Kevin Spacey, a dirla tutta più accattivante di lui, Claire non si è arresa al ruolo di "moglie di" ma ha perseguito i propri scopri e le proprie inclinazioni, non sempre le stesse del marito, battendosi se necessario in modi altrettanto decisi, fino ad ottenere quel potere sempre desiderato per sé.

Nella sesta e ultima stagione, disponibile in streaming con tutti gli episodi su NOW TV, la Sig.ra Underwood si è ritrovata al centro della scena (se più o meno accidentalmente, lo lasciamo scoprire a voi), chiamata a superare la sfida definitiva nell'epoca del #MeToo: dimostrare che una donna alla Casa Bianca non è la cosa peggiore che possa capitare agli Stati Uniti d'America. Quello che per molti sarebbe stato un colpo devastante, la perdita della persona con la quale si è condiviso trent'anni della propria vita, un uomo che Claire ha amato e odiato con la medesima intensità, lei, donna di una tale sete e intelligenza, lo trasforma in un'opportunità per togliersi alcune soddisfazioni. Ovvero, fare ciò che a Frank non è riuscito. "Quando mi seppelliranno, non sarà nel mio giardino. E quando verranno a rendermi omaggio, dovranno aspettare in fila" dice sprezzante guardando la tomba del marito, prima di voltare lo sguardo alla macchina da presa. Con quegli stessi occhi che qualcuno vorrebbe friggerle, perché un ostacolo al vero potere dietro il potere.

House of Cards

Sappiamo com'erano andate le cose l'ultima volta, e se così non fosse NOW TV offre anche la visione delle stagioni precedenti. "Ora è il mio turno" aveva detto Claire, quindi vederla da sola nello Studio Ovale non è una trovata disperata per rimediare all'uscita di scena improvvisa di Spacey e del suo Frank. Al contrario, lasciare che questa spiacevole vicenda impedisse al pubblico di House of Cards di esplorare il "regno" di Claire sarebbe stata una delusione cocente, come spiegato dallo sceneggiatore e produttore esecutivo Frank Pugliese. Così, fin dall'inizio, la protagonista si trova ad affrontare una presidenza difficilissima, scandita da minacce alla sua posizione e alla sua esistenza. Alla convinzione errata che sarebbe stata trattata come una nuova Jackie Kennedy si contrappone la necessità di un doppio ruolo - di consorte addolorato e di comandante in capo - che qualunque politico sarebbe incapace di gestire. Ma non Claire. "È determinata più che mai a ribaltare l'eredità di Frank e crearne una più positiva", spiega Wright.

Prova NOW TV!

E questo, come abbiamo avuto modo di approfondire nello speciale dedicato alle novità della sesta stagione, porta Claire a farsi più di qualche nemico. A cominciare dai loschi fratelli Annette e Bill Shepherd (Diane Lane e Greg Kinnear), che cercano senza successo di farle velocizzare il disegno di legge per il settore petrolifero che Frank aveva promesso loro prima di morire. Così, in questi ultimi 8 episodi "Claire Underwood fa i conti con se stessa, con le sue scelte, con il Paese, con il momento storico, con tutto ciò che ha fatto e di cui è stata complice", aggiunge la sceneggiatrice e produttrice esecutiva Melissa James Gibson. E nuove scelte discutibili a parte, del resto "Se la giudicassi negativamente, non avrei potuto interpretarla" riconosce Wright, l'impressione, almeno degli autori, è di aver dato al personaggio "una conclusione perfetta". Un finale, e questo fa ancora più pacere, di cui Wright è stata anche regista.



Emanuele Manta
  • Redattore specializzato in Serie TV
  • Appassionato di animazione, videogame e fumetti
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