Luis e gli alieni Recensione

Titolo originale: Luis & the Aliens

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Luis e gli alieni - la recensione dello scanzonato film di animazione

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Luis e gli alieni - la recensione dello scanzonato film di animazione

Luis ha dodici anni, non ne combina una giusta: a scuola è bullizzato, e ora rischia per giunta di finire in un istituto, perché il padre Armin, ufologo ossessivo, è sin troppo distratto. In suo aiuto arriveranno tre improbabili amici: Mog, Nag e Wabo, alieni in gita sulla Terra per ordinare un tappetino rilassa-muscoli. L'arrivo dei tre folli personaggi rimescolerà le carte in tavola, ma non prima di equivoci e gran pasticci.

Si erano perse le tracce dei gemelli Christoph & Wolfgang Lauenstein, autori di un celebre cortometraggio in stop-motion dal titolo Balance (1989), un'opera d'arte surrealista che nel 1990 vinse l'Oscar per il miglior cortometraggio animato. Da allora, per venti lunghi anni, Christoph e Wolfgang si sono dedicati alla pubblicità, decidendo solo nel 2010 di provare a lanciarsi nel mondo del cinema d'animazione commerciale. Per sette anni hanno lavorato su questo Luis e gli Alieni, coproduzione tutta europea tra Germania, Lussemburgo e Danimarca. I sette anni si riferiscono all'intero processo produttivo, dalla preproduzione al film finito, perché la produzione in sè è durata soltanto un anno e mezzo, che per gli standard di animazione in CGI è un lasso di tempo relativamente breve. Il tempo è denaro, e purtroppo sullo schermo l'occhio allenato alla danarosa concorrenza americana nota subito alcuni limiti: esterni poco dettagliati e rarefatti, rigging dei corpi non abbastanza esteso. Paradossalmente un lungo in stop-motion, se realizzato con lo spirito artigianale suggestivo del loro Balance, si sarebbe potuto distinguere di più, anche perché il numero di film animati in CGI non abbastanza concorrenziale sta crescendo molto.

Detto questo, Luis e gli Alieni riesce a funzionare anche abbassando le ambizioni artistiche, grazie a punti a favore che altri volenterosi autori non riescono a centrare. In primo luogo, il film ha un gran ritmo in crescendo, che spinge in avanti una commedia degli equivoci / screwball comedy in grado di centrare diverse gag: tra buffoneria e slapstick, i tempi sono giusti e bisogna davvero essere molto razionali per resistere a qualche irresistibile momento clownesco. I personaggi nella loro prevedibilità sono ben definiti, abbastanza da garantire, con qualche necessaria pausa emotiva di tenerezza, un minimo di effettiva immedesimazione. C'è inoltre da dire che gli animatori di Luis e gli Alieni s'impegnano davvero per non far pesare i limiti tecnici e produttivi di cui sopra, e le performance a volte riescono comunque a risultare convincenti, aiutate moltissimo da una colonna sonora piuttosto felice. Segno che la professionalità potrà essere limitata dal budget, ma è ben presente.

Dispiace soltanto che questo affetto evidente per la comicità chiassona sacrifichi una certa credibilità interna dei personaggi: gli alieni sembrano a volte ignorare le usanze terrestri, altre volte parlano e si comportano come se abitassero sulla Terra da sempre. L'enfasi, come si diceva, è più sul ritmo delle scene, sull'allegria generale e sullo spiazzamento estemporaneo dello spettatore. Difficilmente ad ogni modo i bambini noteranno queste magagne: se persino qualche adulto in sala non riesce a trattenere le risa in alcune situazioni demenziali, i più piccoli apprezzano senza se e senza ma.

Luis e gli alieni
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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